Margaret Mead | Un pensiero che genera civiltà

Non l'uso del fuoco, l'invenzione della ruota, quella di utensili da lavoro, la costruzione di villaggi, l'invenzione dell'agricoltura (ragionamento razionale), ma un femore rotto e guarito: è questo il primo segno di civiltà secondo antropologi come Margaret Mead e Victor Turner. Nel regno animale con un femore rotto non si può né fuggire dai predatori, né cercare cibo, né raggiungere una fonte d'acqua: si è destinati a morire. Invece un femore rotto e guarito indica, che qualcuno si è preso cura di quella persona, l'ha protetta, nutrita e aiutata fino alla guarigione (ragionamento emozionale).
La capacità di prendersi cura dei più deboli, dei malati, di coloro che non possono ancora o non possono più badare a sé stessi è il primo segno di civiltà, il pilastro fondante di una civiltà umana, che nasce quando l'uomo attribuisce valore alla cura reciproca.
Quindi in una società in cui i deboli, i fragili e i vulnerabili vengono emarginati o isolati, e la stessa medicina basata sul metodo scientifico esclusivamente razionale si articola su piani perlopiù individuali, tecnici e farmacologici, ricostruire legami e reti di supporto e di cura diventa elemento ricostruttore di civilità.

Per approfondire:
1. Margaret Mead, L'adolescente in una società primitiva. Uno studio psicologico della gioventù primitiva ad uso della società occidentale (L'adolescenza in Samoa), 1928.
2. Margaret Mead, Maschio e femmina, 1962.
3. Margaret Mead, Il mondo del bambino, 1963.
4. Victor Turner, Antropologia dell'esperienza, 1986.