Un cuore pensante. Perché l'affettività è la metà perduta della nostra ragione
Volume primo della collana EstesaMente
A partire da Platone e poi definitivamente da Cartesio ad oggi il nostro modo di ragionare si è progressivamente separato dall'interezza della persona e della sua esperienza, ritirandosi nella testa, tanto che ancora oggi siamo convinti che da un lato ci siano cognizione, mente, ragione, razionalità e sapere e dall'altro emozioni, affetti, sentimenti, passioni e sentire; i primi logici e i secondi illogici; i primi a garanzia di un ordine e i secondi portatori di disordine. Invece a ragionare è l'interezza della persona 'embodied', cioè l'unitarietà integrale di testa e corpo.
Un cuore pensante spiega come e perché il sentire, cioè umori, emozioni, passioni, sentimenti, fino ai più consolidati atteggiamenti con il loro correlato corporeo, costituiscano un modo di pensare parallelo, integrativo ed estensivo di quello razionale. Insieme razionalità e sentire sono cioè quel modo di ragionare, che era di Omero e che poi fu di tanti altri: Eschilo, la scuola stoica di Zenone, Cleante, Crisippo, Posidonio, Socrate, Aristotele della Retorica, Seneca, Marco Aurelio, fino ad Agostino d’Ippona, Gregorio di Nissa e Massimo il Confessore. Dopo lo scisma d’Oriente Ildegarda di Bingen, Dante, Leonardo, Bernardino Telesio, Gregorio Palamas, Galileo, Goethe. Shakespeare, Hobbes, Thomas Stearns Eliot, Gregory Bateson, Abraham Maslow e Ronald De Sousa. Giambattista Vico, Manzoni, Collodi, Elsa Morante, Pasolini. Pascal, Proust, Claudel, Péguy, Simone Weil, Antoine de Saint-Exupéry. Max Scheler, Martin Heidegger, Max Planck, Edith Stein. Xavier Zubiri e Maria Zambrano. Fëdor Dostoevskij, Vladimir Solovëv, Ivan Kireevskij, Pëtr Struve, Nikolaj Berdjaev, Sergej Bulgakov, Semën Frank, Pavel Florenskij, Boris Pasternak e la matematica Sof’ja Kovalevskaja. Oggi lo sono la farmacologa Candace Pert, i neuroscienziati Antonio Damasio e Giacomo Rizzolatti, gli psicologi Daniel Goleman e Henry Kellerman, la poetessa Patrizia Cavalli, il filosofo Alain Finkielkraut...
Nessuna delle due modalità di ragionamento è prioritaria. Nessuna delle due potrebbe essere separata dall'altra, se non artificialmente. Ciascuna delle due ha caratteristiche e funzioni specifiche nella complessiva capacità elaborativa delle informazioni e in tutti i processi di comprensione, apprendimento e crescita.
Il volume si colloca in un paradigama congiuntivo ragione-emozioni e risponde a tutte le domande ancora scientificamente aperte: Qual'è la natura del rapporto tra cognizione-emozione, ragione-passione, razionalità-sentimenti? Cos'è l'emozione? Cosa sono le emozioni? Dove sono le emozioni? E inoltre:
- Quali tipi d’informazione estendono il ragionamento oltre la razionalità? (cap. 1)
- Quali sono le basi organiche del ragionamento emozionale, così come si danno basi organiche del ragionamento razionale? (cap. 2)
- In cosa consiste l’intelligenza del sentire? (cap. 3)
- In cosa consiste il ragionamento del sentire? (cap. 4)
- Che tipo di conoscenza emerge dal sentire accanto alla conoscenza di tipo razionale? (cap. 5)
- Come ricominciare a ragionare a tutto tondo ci restituisce la corretta prospettiva per superare l’ampia crisi odierna? (cap. 6).
Il volume spiega un modo di ragionare, che in ogni ambito della vita, da quello esistenziale, a quello affettivo, istruttivo, educativo, sociale, politico, giuridico, economico ecc. costituisce già un approccio risolutivo di molte problematiche e risponde alla necessità delle pratiche educativo-didattiche di mettere in relazione le dimensioni razionale ed emozionale dei processi di apprendimento e crescita, risolvendo il rapporto tra razionalità, emozioni e comportamento, anche in condizioni critiche.
