Dorothea Lange | L'istinto intelligente

Dal campus di Berekeley, California, sul lato opposto di Telegraph e Sather Gate, si diparte Euclid Avenue, che sale sulle colline. Al numero 1163 visse dal 1940 al 1965, quando morì, la fotografa Dorothea Lange, che durante la Grande Depressione documentò la vita e l'emigrazione degli americani dalle aree rurali verso ovest e dopo il 1941 l'internamento dei giapponesi americani.
"Migrant mother" è una sua foto del 1936, scattata a Nipomo in California. «Seguii l'istinto, non la ragione - spiega -; entrai in quell'accampamento bagnato e fradicio e parcheggiai la mia auto come un piccione viaggiatore. Vidi e mi avvicinai a questa madre affamata e disperata, come attratta da una calamita. Non ricordo come le spiegai la mia presenza o del perché avessi una macchina fotografica, ma ricordo che non mi fece domande. Ho fatto cinque esposizioni, avvicinandomi sempre di più dalla stessa direzione. Non le chiesi il suo nome o la sua storia. Mi disse la sua età: aveva trentadue anni. Mi disse che sopravvivevano mangiando le verdure congelate dei campi circostanti e gli uccelli che i bambini uccidevano. Aveva appena venduto le gomme della sua auto per comprare del cibo. Se ne stava seduta in quella tenda a casetta, con i suoi figli accalcati intorno a lei, e sembrava sapere che le mie foto avrebbero potuto aiutarla, e così lei ha aiutato me».

Per approfondire:
Dorothea Lange, Migrant Mother, 1936.
Dorothea Lange, "Popular Photography", 1960.
"Dorothea Lange. Catturare la luce". Film documentario diretto dalla nipote di Dorothea Lange, Dyanna Taylor.